martes, 11 de julio de 2017

II CONCURSO DE CRÍTICAS DE TELENOVELAS HdT: "Hasta que te conocí" (Azteca, TNT, Disney y Somos Productions, 2016), por Leda Leda

Hasta que te conocí è una serie tv messicana del 2016, nata dalla collaborazione tra TNT, TvAzteca, Disney Latinoamérica e SOMOS Productions; in 13 puntate ripercorre la vita, intensa e drammatica, di Alberto Aguilera Valadez, fino a quando non diventerà per tutti Juan Gabriel, idolo assoluto della musica popolare messicana. Insomma si tratta di una bionovela, genere che si sta sempre più diffondendo in Sudamerica.
TRAMA:
Victoria, umile ragazza del villaggio di Paracuaro, sembra dare un calcio ad un'inaspettata fortuna: rifiuta il giovane, ricco e onesto figlio di una delle famiglie più in vista e rispettate del paese, preferendogli un affascinante forestiero senza arte né parte che le ha rubato il cuore. La sua vita,che inizialmente scorre felice allietata dalla nascita dei figli, subisce un brusco cambiamento con la "pazzia" improvvisa del marito, ricoverato e torturato in una clinica psichiatrica. Abbandonata da tutti gli abitanti del villaggio, decide di trasferirsi a Ciudad Juarez, portando con sé i  figli: dalla primogenita Virginia, matura ed equilibrata, all'ultimo nato, che tutti chiamano affettuosamente Albertito.

Pur se a malincuore, Victoria si vedrà costretta a lasciare il figlio più piccolo in un istituto di carità: Eltribunal, dove a poco a poco la solitudine di Alberto finirà per accrescersi, a causa delle sempre meno frequenti visite della madre e delle evidenti ingiustizie che subirà. Seguiamo così le vicende di Alberto che diventa un ragazzino sempre più sensibile e ingenuo; ma anche idealista e appassionato di musica, grazie ad un saggio e simpatico vecchietto, Juanito, che rappresenta per lui il padre e il nonno che non ha potuto avere, e che gli trasmette il gusto per il canto e la musica.

Così, a circa 15 anni, Alberto decide di scappare e cercare il suo destino: in una girandola di avventure che lo porterà a vendere panini per strada, a cantare in un coro gospel diretto da un pastore americano, a esibirsi in alcuni locali di Ciudad Juarez, all'esperienza ingiusta e umiliante del carcere, a incidere il primo disco, ad andare in Venezuela come la voce emergente giovane del Messico, a conoscere la realtà spesso difficile dell'ambiente lavorativo delle case discografiche, a cantare al Teatro della BellasArtes pieno di un pubblico in delirio per lui....dove dedica tutto se stesso, la sua musica, il suo talento, il suo amore alla madre, che gli appare come un dolce ricordo, unica ad ascolatarlo in quel teatro immenso.

CRITICA: 
Hasta que te conocì, pur non presentando il classico formato di una telenovela,  è una telenovela a tutti gli effetti, nei suoi ingredienti base e nel modo di mescolarli. Le sue 13 puntate sono un condensato di amori, amicizie, ingiustizie, grandi ideali, sconfitte e riscatti.

Tutti gli attori sono stati perfetti in questa storia: ripercorrendo un arco di tempo piuttosto lungo dagli anni '50 agli anni '80, alcuni personaggi sono stati interpretati da vari attori. Tra tutti hanno spiccato le attrici che hanno interpretato Victoria e Virginia, in ruoli perfetti e ben studiati. Ad interpretare la mamma da giovane è stata la bella e talentuosa Claudia Pineda, e poi la Victoria adulta è stata interpretata da Dolores Heredia, che merita un applauso per la credibilità che ha dato al suo personaggio così vero e drammatico, quello di una donna delusa dalla vita e incapace di mostrare l'affetto che provava per quel figlio così piccolo e sfortunato. Ad interpretare la giovane Virginia è stata Geraldine Galvàn e poi Damayanti Quintanar. Entrambe le attrici hanno trasmesso la dolcezza e l'intensità del loro personaggio, uno dei più positivi di tutta la storia, ma non l'unico.




Accanto agli attori principali Hastaque te conocì ci ha mostrato, infatti, anche una serie di bravissimi attori che hanno fatto da comprimari e lasciato comunque il segno: è il caso di Andrés Palacios  (Mientras haya vida, Cielo Rojo....) nel ruolo di Daniel Mijares, amico fraterno di Alberto; Anettte Michel (Se busca un hombre) come Ofelia de Puentes, la moglie del direttore del carcere in cui è rinchiuso Alberto; Veronica Langer è Micaela, la direttrice della struttura per minori in cui vive Alberto da bambino; Iràn Castillo come Maria Romero, amica di famiglia di Alberto; GabrielaRoel  (Yo no creo en los hombres, Vivir a destiempo) è Brigida, la nonna di Alberto; Veronica Merchant (Corazón SalvajeAlondra, Vivir a destiempo) è Esperanza McCulley, una donna che apprezza il talento di Alberto e lo aiuta come una seconda madre tra tante difficoltà. Insomma una costellazione di attori di prima grandezza che hanno permesso di risplendere ancora di più agli attori principali.


Dei 5 attori che hanno interpretato Alberto, i più piccoli p (Alberto a 3 anni), Ricardo Zertuche (Alberto a 5 anni), Matias del Castillo (Alberto a 8 anni) hanno lasciato il segno per la loro tenerezza e spontaneità. Alejandro Felipe Flores (Alberto a 13 anni) ha dato maggior spessore all'Alberto adolescente. Superata la fase da bambino cantilenante (chi non lo ricorda come Frijolito in Amarteasì o come il figlio di Manuel e Matilde in Amor real?) , il giovane ormai diciottenne ci ha regalato un'interpretazione davvero convincente. Carlos Yorvick è Alberto a partire dai 17 anni, quando inizia a muovere i primi passi nel mondo della musica come Adàn Luna. Anche questo attore ha saputo dare un'impronta personale e intima a questo personaggio.






Infine Julian Roman è l'attore colombiano nato nel 19777 che interpreta Alberto da adulto, fino a quando non diventerà per tutti Juan Gabriel. L'attore è riuscito a interpretare con bravura e delicatezza questo personaggio che accompagna tutta la storia con  il suo viaggio mentre racconta al maestro Magallanes i momenti fondamentali della sua vita. Sin dalla prima puntata infatti Julian Roman appare come Juan Gabriel mentre concede un'intervista dialogo, raccontando i suoi dolori, la sua personale sofferenza e in generale la sua "filosofia di vita".


Un'altra scelta narrativa interessante è stata quella di presentare e chiudere ogni puntata con le stesse scene: le scene che all'inizio creavano curiosità e mistero, poi, ripresentate alla fine, svelavano sotto una luce nuova il loro reale significato. 

Ovviamente la musica l'ha fatta da protagonista, e non poteva essere altrimenti: in ogni puntata tre, quattro canzoni cantate magistralmente da voci impeccabili, con virtuosismi vocali e profondi significati che univano le parole alle immagini, arricchendosi reciprocamente, in un meraviglioso mondo poetico e musicale. Quando in carcere scoprono il talento canoro di Alberto, non manca occasione in cui non venga invitato a cantare, anche senza musica di accompagnamento: eppure, come per miracolo, la canzone si arricchisce di una splendida colonna musicale. All'inizio questo mi sembrava un po' strano, ma a ben pensarci, nulla di più naturale: la canzone e la poesia delle parole sono in grado di trascinarti in un mondo meraviglioso in cui la realtà quasi si trasfigura, perdendo la sua materialità per condurre in un mondo nuovo, quasi impalpabile.

Del resto questo succede ogni volta che Alberto canta, da bambino quando per guadagnare qualche soldo fa il lustrascarpe o vendendo da ragazzino panini per strada, la sua musica incanta e inebria.

Oppure quando Juanito, il suo maestro, scopre il suo talento nel comporre testi e lo accompagna al violino in quella che sarà la prima canzone, dedicata ad un uccellino, ucciso con cattiveria dai bambini dell'istituto: La muerte del palomo.

Uno dei temi centrali, anzi il tema centrale, è il rapporto tra Alberto e la madre Victoria, a cui si aggiunge anche quello con la sorella Virginia. Alberto ha sempre sofferto per il mancato affetto della madre, a fronte delle amorevoli cure di Virginia, tanto che anche lui, come tutti i telespettatori, ha dubitato di essere il figlio di Virginia e non di Victoria. C'è una scena in cui capisce definitivamente e senza dubbio che non è così: il dolore con cui ammette e riconosce questa verità è toccante. Nel corso della sua adolescenza, inoltre, Alberto incontra Esperanza (la Merchant) che lo prende sotto la sua ala protettiva come una seconda mamma. Quando, per aiutarlo nella sua carriera musicale, visto che è ancora minorenne, Esperanza gli confessa di aver parlato con la sua vera mamma che ha deciso di darlo in adozione, per Alberto è un nuovo dolore e un'ennesima delusione.
Eppure Alberto chercherà sempre l'affetto della madre.


Insomma Hasta que te conocì è una bella storia da seguire, la consiglio vivamente a chi ama la buona musica, le storie semplici ma toccanti e ricche di sentimenti profondi. 

Per me non è affatto semplice dare un voto, tradurre in un numero le emozioni che una storia mi ha trasmesso, ma ci proverò ugualmente: Hasta que te conocí ha saputo coinvolgermi, farmi sorridere e commuovere, farmi volare con spledide canzoni. Cosa chiedere di più?

Il mio voto è 9! 

~CRÍTICA REALIZADA POR LEDA LEDA~

*Podéis leer la traducción de esta crítica al español, realizada por la autora de la crítica siguiendo 
este enlace
Os llevará a Issu y os aconsejo, una vez allí, leerla en pantalla completa.

8 comentarios:

tessa dijo...

Leda, que bonito y que triste!!
Pobrecito tan pequeñito y sin mamá
Esto te llega a corazón... Y le pasó de verdad, es su biografía, no?
Y así hay tantos niños....
Se me ha, hecho corta, hubiera leído más. Muy bien Leda, además por traducirla,estupendo!!!
Saludos

Erica dijo...

Muy buena critica. Felicidades por tu valentia y esfuerzo al realizarla. Que gran nivel de criticas este año. Mucha suerte

tessa dijo...

Leda, he enviado un comentario hace horas, tengo movil nuevo y me pierdo....por lo tanto pongo otro.
Me ha encantado tu critica, tan dulce y tan veridica. Detras de un famoso a veces hay tristeza y una niñez dificil. Me he animado a buscar su biografia, y si, la han hecho muy igual!!
Muy bien Leda, ademas has traducido y todo, gracias!!
Saludos

Altair dijo...

Te felicito por tu crítica. Es un tipo de telenovelas que no he visto, pero me ha gustado tu estilo.
Cada día que pasa se complica, son todas muy buenas, diferentes estilos, formatos... A este paso vamos a quedar todos empatados, jajaj

Saludos

Gafemo (Hablemos de telenovelas) dijo...

@Tessa... No te pierdes con tu teléfono. El que se pierde un poco con el suyo soy yo. Se conoce que al moderar desde el teléfono, le di a "es spam" a tu comentario en vez de a "publicar", de ahí que no haya salido publicado hasta ahora. Porque lo comentabas en el último, que sino...

Un saludo y una disculpa.

tessa dijo...

Gafemo, no pasa nada! Me sabia mal por Leda..
Buenas noches!!

Leda Leda dijo...

Gracias a todos.

Tessa, Hasta que te conocí es una bionovela, por lo tanto se basa en echos y personajes reales. Y si el drama del cariño que a veces falta a algunos niños no puede dejar indiferente.

Gracias Erica, tus palabras me dan mucho gusto, de verdad!

Gracias Altair, verdad hay tantas críticas maravillosas....como decidirnos?

En fin quiero agradecer Gafemo por su trabajo y esfuerzos, nos has permitido participar a este concurso y leer estas críticas increibles sobre nuestras amadas telenovelas.

lolita dijo...

felicidades por tu critica! no pense que se tratara de la biografia de Juan Gabriel, y me interesa verla porque su musica es preciosa, y me gusto mucho tu critica corta y muy precisa.

Suerte y saludos!!